Giacomo Manzoli, membro del Cda della Fondazione Bottega Finzioni

“Viviamo avvolti in un flusso di relazioni, informazioni in costante divenire in cui tutto cambia e si modifica alla velocità della luce. L’unico sistema che abbiamo per riuscire a lasciare un segno e a farci ascoltare dagli altri è la narrazione, lo storytelling: che sia politica, che sia marketing, che sia perfino la conoscenza accademica o la sappiamo raccontare oppure non riusciamo a penetrare questo flusso costante, immenso di informazioni. Per questa ragione credo che la narrazione sia veramente lo strumento principe della contemporaneità”.

Roberto Grandi, membro del Cda della Fondazione Bottega Finzioni

Oggi sempre di più c’è bisogno di narrazioni come per esempio all’interno dei musei: gli oggetti hanno un senso se riescono a essere narrati. Ma narrati a diversi tipi di pubblico e per narrare gli oggetti, bisogna sapere narrare per sapere narrare bisogna sapere scrivere. Quindi siccome i pubblici sono sempre i più diversi, quelli più fragili, quelli meno fragili, quelli che hanno diversi interessi culturali, ecco che la scrittura, così come la lettura diventa plurale e quindi l’interesse per la fondazione è il fatto che si può cimentare con questa necessità di una pluralità di scritture che si accompagni alla pluralità di letture che ci sono.